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Mappe e Confini

Mappe e Confini
Un fattore di fondamentale importanza nella lettura di una mappa e’ costituito dalla differenza che si puo’ trovare tra la situazione reale e quella catastale. Si deve considerare che molte volte si riscontra una non corrispondenza perché la mappa è stata definita in origine e poi successivamente variata negli anni. Ci sono delle cause che possono giustificare questa condizione, dovute per es. alla redazione di atti tecnici di aggiornamento predisposti per la stipula di atti notarili oppure alla loro non corretta esecuzione o al mancato adeguamento della mappa in relazione alla modifica dello stato dei luoghi. In ogni caso e’ necessario cercare di capire per quale motivo siano riscontrabili la diversità o la difformità. Tale problematica e’ considerata dai riferimenti normativi del DPR 650/72 all’art. 6:

“Art . 6 comma 2 : Le misure devono essere rigorosamente riferite a punti o linee reali stabiliti, esattamente identificabili sul terreno oltreché riconoscibili sulle mappe catastali; detti punti o linee oltre che indicati, devono essere sinteticamente ma chiaramente descritti. Deve essere data preferenza ai punti riportati sulle mappe originali d’impianto, di cui può essere a tal fine richiesta la gratuita consultazione o ai punti dicui al successivo art. 11 o a punti appositamente concordati con l’ufficio tecnico erariale”.

“Art . 6 comma 5 : quando in particolare la configurazione delle particelle da dividere ricavata dalla mappa non corrisponde alla configurazione delle medesime particelle ricavata sul terreno, questa deve essere riprodotta, regolarmente quotata, in un disegno allegato al tipo e che ne forma parte integrante, eseguito in una scala avente denominatore non maggiore di quello della mappa corrispondente".

Si evince di come si devono trattare le differenze. Le misure devono essere riferite a punti stabili, con metodi di buona tecnica, e con misure di controllo e di conseguenza il libretto delle misure e il rilievo devono essere mantenuti in originale secondo lo stato dei luoghi e della realtà.

Con l’introduzione in tempi più recenti dell’informatica e l’utilizzo della procedura PREGEO con la circolare 2/88 e s.m.i. si conferma questa metodologia con la restituzione di uno schema digitale del rilievo derivato dal libretto delle misure effettivamente prese sul terreno e con la redazione della rappresentazione cartografica con l’adattamento secondo la possibile approssimazione grafica sulla mappa. Pertanto si ribadisce che le misure devono essere prese sul posto e devono essere riferite a punti stabili. Attualmente con i punti fiduciali (punti di riferimento monografati) la questione si e’ consolidata in quanto tali punti devono essere riconoscibili anche sulle mappe. L’assunzione delle misure deve essere effettuata con qualsiasi metodo suggerito dalla buona tecnica. La circolare 2/92 istituisce ulteriori punti di riferimento ovvero i punti vertice e i punti direzione che servono come inquadramento per inserire il rilievo nel tessuto cartografico. I punti direzione PD sono dei punti rilevati in corrispondenza di una linea cartografica mentre i punti vertice PV sono i punti rilevati che hanno una corrispondenza cartografica certa come ad es. lo spigolo di un fabbricato. Sono fondamentali sia per l’inquadramento che per il riconfinamento perché sono misurazioni utili archiviate nella banca dati e chiunque sia nella necessita’ di ripristinare un confine può usufruire oltre ai punti fiduciali anche di tali punti certi, senza trascurare che essi costituiscono una garanzia per il tecnico che esegue la pratica. Comunque ora con la procedura PREGEO non tutti i dati sono di tipo metrico e numerico perché, oltre al modello censuario, vi è anche la relazione tecnica in cui vanno annotate obbligatoriamente le informazioni relative allo stato dei luoghi e le eventuali differenze riscontrate, ovvero tutte quelle informazioni che altrimenti sarebbero sconosciute dall’Ufficio dell’Agenzia del Territorio. Lo stato dei luoghi (rilievo) non va assolutamente confuso o cambiato con quello catastale e si deve sempre determinare qual e’ lo stato giuridico dei mappali.

Relativamente alle superfici si ricorda la nota della Superiore Direzione Centrale del Catasto del 20 agosto 1998 n. C2/786/98 a precisazione che in presenza di particelle derivate da atto di aggiornamento cartografico di superficie inferiore a 2000 mq per le quali la normativa impone il rilievo del completo perimetro se i confini non sono materializzati gli Uffici non possono imporre alcuna operazione di riconfinamento se non voluta dalle parti e quindi il tecnico procederà con il calcolo delle superfici nominali facendone menzione nella relazione tecnica.

DIFFORMITA’ DALLA MAPPA

Il caso più frequente riguarda la situazione con i confini correttamente materializzati sul posto ma il rilievo sovapposto alla mappa non corrisponde per cui vi e' una difformità. Se per creare una nuova dividente sulla particella si riscontra che il confine materializzato e rilevato non coincide a causa ad esempio di un non corretto precedente inserimento in mappa di una linea di frazionamento, si deve verificare il documento che ha generato tale condizione definendo un controllo analitico da quando ci sono i punti fiduciali. IL rilievo deve sempre rappresentare lo stato reale, quindi se dopo le opportune verifiche si stabilisce che una recinzione comunque e’ giustamente sulla linea di confine la nuova dividente si deve fermare su quella linea, ovvero sulla recinzione interessata. Catastalmente si esegue il miglior inserimento della linea nel contesto cartografico e si procede con l’adattamento grafico del rilievo alla mappa Wegis rispetto al perimetro nero consolidato della particella.

DIVERSITA’ DELLA MAPPA

Quando i confini non sono materializzati sul posto viene a determinarsi una condizione automatica di diversita' della mappa rispetto allo stato dei luoghi perche' non vi è alcun riscontro identificativo dei diritti rappresentati in Catasto. Si ha una diversa rappresentazione della mappa se il confine non e’ materializzato oppure se vi è una materializzazione ingannevole. Un esempio puo' essere quello con una rete metallica che si presume possa essere il confine perché si trova in un punto logico ma in realtà non lo è affatto perchè ad es. arretrata rispetto alla giusta posizione. Dovendo tracciare una dividente sulla particella non e’ quindi possibile considerare come confine quello materializzato dalla rete metallica in quanto la situazione va rappresentata in cartografia con il confine legittimo. Dal rilievo non deve pertanto risultare una dividente reale piu' corta e per essa non va fatto alcun adattamento perché i punti rilevati sulla recinzione non sono quelli corretti. Si deve invece ricostruire l'effettivo perimetro del mappale e poi eseguito il riconfinamento si aggiornano i dati integrandoli con le misure identificative del confine rettificato sul quale deve terminare la dividente.